Il Parco


La collina di Monte Sannace, oltre a racchiudere in sé uno dei più importanti Parchi Archeologici della regione Puglia, preserva e valorizza uno straordinario contesto naturalistico, ambientale e paesaggistico. Tra la ricca flora mediterranea, questo parco custodisce al suo interno uno dei centri più significativi dell'antica Peucezia, ipoteticamente identificato con l'antica Thuriae citata da Livio.

L'abitato antico sorge a circa 5 Km a Nord Est di Gioia del Colle, al centro delle Murge orientali, su un altopiano terrazzato a 382 metri sul livello del mare. A nord della collina scorreva un corso d'acqua, denominato Canale di Frassineto che, proseguendo verso nord-est, sfociava nell'Adriatico in prossimità del sito di Egnazia.

L'importanza archeologica dell'aerea era nota fin dal '700, ma la prima vera campagna di scavo fu iniziata da Michele Gervasio nel 1929 e seguita con maggiore regolarità negli anni '60 grazie all'iniziativa di Bianca Maria Scarfì e della Soprintendenza delle antichità della Puglia e del Materano.
Gli scavi hanno confermato un lungo periodo di frequentazione compreso tra fine del IX secolo a.C., età del ferro, e l'XI secolo d.C.

Giorni e orari di apertura

il Parco Archeologico di Monte Sannace è aperto al pubblico dal mercoledì alla domenica dalle ore 8.30 alle ore 15.30 (ultimo ingresso ore 14:30).

Monte Sannace nei secoli

All'inizio del VI sec. a.C. l'abitato indigeno acquisisce un'organizzazione proto urbana; da quel momento si passa, infatti, dalla capanna costruita con materiali deperibili, alla casa di forma squadrata, con zoccolo formato da massicci blocchi di pietra ed alzato in legno e mattoni con tetto in tegole. Nell'area dell'acropoli, un complesso emerso nel 1979 è costituito da due grandi edifici affiancati e aperti, uno sul lato lungo settentrionale, l'altro su quello breve orientale.
Il primo dei due edifici era dotato di una ricca decorazione architettonica, realizzata in argilla e dipinta a vivaci colori. Nell'angolo nord del tetto una figura alata fungeva probabilmente da acroterio.
Dell'altro edificio, dotato di due colonne lignee centrali che sorreggono il tetto, resta solo un'antefissa a testa di Gorgone vivacemente decorata.

Nel IV secolo a.C. il centro peucezio di Monte Sannace registra una crescita in senso politico ed economico. In conseguenza di ciò la popolazione aumenta e la città si espande. Questa ripresa non può essere avvenuta in una comunità egualitaria, al contrario presuppone una società stratificata e differenziata, con presenza di gruppi elitari pienamente ellenizzati che corredano le proprie sepolture con ricco e abbondante materiale di importazione.
La città si cinge di un circuito murario formato da varie cerchie; la seconda cerchia in ordine di tempo, è ancora visibile per un lungo tratto insieme alla porta nord e fu eretta nella seconda metà del IV secolo a.C. per cingere la parte bassa della città. La porta del tipo a propugnaculum taglia obliquamente, con una doppia chiusura, la larghezza delle mura.

Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'area dell'abitato si estende verso est con la costruzione del terzo e quarto circuito di mura; l'acropoli assume una posizione centrale rispetto alla parte bassa dell'abitato.

Molte le tipologie abitative attestate:

  • La casa costituita da un solo ambiente;
  • La casa a megaron, rettangolare con due ambienti in asse;
  • La casa a pastàs, composta da due-tre vani affiancati e aperti su un cortile antistante;
  • La casa a peristilio, con vari ambienti disposti intorno a un atrio centrale colonnato.

Molte le tipologie di tombe attestate:

  • tomba a enchytrismòs (da en chytra, ovvero "all'interno di una pentola"), un tipo di sepoltura per neonati o infanti;
  • tomba a fossa;
  • tomba a cassa;
  • tomba a sarcofago;
  • tomba a semicamera.

A quest'ultima tipologia (a semicamera) appartiene un nucleo di tombe databili agli inizi del III sec. a.C. scavate tra il 1978 e il 1985 sull'acropoli. Due di esse hanno le pareti decorate da pitture; si tratta di tombe aristocratiche familiari ritrovate depredate. Le pitture sono degli esempi evoluti di un particolare stile adottato durante il IV secolo a.C. nel mondo ellenico, chiamato "a zone" o "strutturale".

Il percorso di visita

Il percorso di visita prevede due itinerari: uno archeologico e l'altro naturalistico.
Nel primo caso viene offerta al visitatore la possibilità di osservare la configurazione topografica e le caratteristiche strutturali della città antica; nel secondo, di apprezzare le qualità naturalistico-ambientali del luogo nel suo complesso e di raggiungere punti di osservazione di particolare interesse paesaggistico. Entrambi i percorsi prendono avvio dalla Masseria Montanaro, situata presso l'ingresso principale del Parco, e si snodano tra pianura e collina, incrociandosi e, talvolta, sovrapponendosi.


La visita del Parco di Monte Sannace rappresenta un'esperienza completa che dà la possibilità di riconoscere e apprezzare insieme alla componente archeologica la geomorfologia, l'architettura rurale, l'agricoltura, la flora presenti in uno dei territori pugliesi più rilevanti sotto il profilo paesaggistico.

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